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Reiki

 

Nel passato, circa 2000 anni fa c’era la “voce di uno che gridava nel deserto” per annunciare la venuta del Messia, nel mondo contemporaneo, siamo bombardati da mille “voci” che gridano per fornirci informazioni, offrire nuove proposte di vita, promesse chimeriche di felicità, annunci di mille messia diversi; c’è inflazione di messaggi, rivelati e non. I cristiani sono sfidati continuamente dalle nuove sette e dai nuovi movimenti magici e pseudo-religiosi.
Asfissiati da tante suggestioni abbiamo bisogno di fare il punto della situazione con alcune riflessioni. E dire che questi tempi erano stati descritti, già dall’Apostolo di Tarso, nella II lettera a Timoteo: “Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole” (2 Tm 4, 3-4).
Le tante provocazioni all’uomo d'oggi vengono da: Reiki, New Age, Next Age, Meditazione Trascendentale, Tai Chi, Tantrismo, Dianetics, Scientology, Yoga, Zen, Rosacroce, Massonerie, Hare Krisna, Sai Baba, Baha’i, ecc.
Fra queste, grande fascino esercita il Reiki.
La parola è formata da due termini Rei e Ki.
Il significato del termine Reiki è “energia vitale universale”.
Il Reiki, secondo i vari maestri, è un’energia di luce, amo­re e vita. Per altri è l’evoluzione della “pranoterapia”.
REI indicherebbe l’energia universale, lo Spirito, l'Intelligenza che guida e informa di Sé l'Universo, regolandone il funzionamento. REI sarebbe tutto ciò che esiste intorno a noi.
KI indicherebbe l’energia personale, individuale, la forza vitale che scorrerebbe in ogni essere vivente. Si tiene conto di questa concezione: nell'Aikido e nel Tai Chi, dove ogni gesto è un movimento d'energia, nel Karate, nel Judo, nel Ju Jitsu non è importante la forza muscolare quanto l'abilità di gestire appunto il Ki. Le pratiche yogiche di respirazione o Pranayama metterebbero in condizione di accumulare l'energia all'interno del corpo, attraverso la meditazione e i mantra (evocazione con suoni o parole) si potrebbe interagire con il nostro equilibrio psico-fisico.
Il nome reiki indica anche il movimento di coloro che praticano questa tecnica. Questa energia universale che scorre all'interno di tutti gli esseri viventi, può essere migliorato, o modificato in caso di deviazioni, tramite i gesti di una persona iniziata al reiki, che appoggia le mani su un'altra persona (o su se stessa), oppure leva semplicemente le mani in direzione dell'altro, senza toccarlo. In questo modo, il Reiki permetterebbe di iniziare una pratica per la guarigione in modo naturale.
Le organizzazioni di Reiki vogliono far risalire l’origine, al Buddha stesso ed ai suoi antichissimi insegnamenti riportati alla luce, alla fine del 1800, da Mikao Usui, un religioso giapponese che a seconda del contesto lo fanno diventare cattolico, protestante, o monaco zen.
In realtà Usui non è mai stato cristiano, in quanto si è formato ed ha sempre vissuto all’interno della tradizione del buddhismo.
Si sa che aveva viaggiato negli U.S.A. e in India alla ricerca dei poteri prodigiosi di grandi personaggi della storia, come Buddha e Gesù. Alla fine egli avrebbe trovato quanto andava cercando in antichissimi sutra buddhisti, divenendo quindi, dopo un'intensa esperienza, il primo maestro della tecnica Reiki. Fu Hawayo Takata, una signora hawaiana d'origine giapponese, a portare il Reiki in Occidente nel 1938, fondando il primo centro occidentale. In seguito sono nate diverse scuole, centri, associazioni di reiki che non sempre vanno d’accordo fra loro e alcuni gruppi sono accusati da altri di chiedere cifre esorbitanti o comunque eccessive.
Ci sono diversi milioni di persone nel mondo che si sottopongono regolarmente a sedute di reiki.
Attualmente esistono principalmente due organismi che diffondono il Reiki nel mondo, hanno sede negli Stati Uniti. Il primo è l’Alleanza Reiki ed ha una concezione più spirituale del sistema. L’altro è l’Associazione Americana Internazionale del Reiki che diffonde una concezione scientifica e sperimentale.
Nonostante la differenza di approccio, queste organizzazioni, propon­gono entrambe “l’iniziazione”, mediante un insieme di rituali che precedono l’ingresso in una società segreta (così come avviene nella massoneria e in altre).
In Italia opera la Reiki Amore Universale (RAU), che è l'organizzazione Reiki riconosciuta legalmente, anche all'estero ed è autorizzata a diffondere il Metodo Usui del Reiki.
Ora vediamo come è presentato per attirare.
Solitamente è proposto alle persone come “metodo di guarigione naturale olistico” (cioè una guarigione globale della persona: spirito, anima e corpo), e viene presentato come metodo scientifico-spirituale. I partecipanti, vengono rassicurati , dicendo che non si tratta né di una religione, né di una setta, infatti dicono che è aperto a tutti e ognuno può continuare a praticare la religione che ritiene opportuna, anzi affermano che vi partecipano anche i sacerdoti ed è utile per progredire spiritualmente. Sostengono che il Reiki è energia di amore, di gioia, di felicità e non può in alcun modo essere in contrasto con la dottrina di Gesù che insegna ad amarsi gli uni gli altri.
La persona che si rivolge ad un esperto di reiki, non pensa di fare qualcosa contraria alla fede cattolica e perciò normalmente non abbandona la pratica religiosa e sacramentale, almeno all'inizio. Sappiamo, in ogni caso, che questo cammino si conclude certamente con l'abbandono della fede cattolica.


Obiettivi del Reiki

I maestri reiki affermano che tale pratica ha come obiettivo quello di “essere canali dell’energia vitale universale” (ReiKi) e di lasciar scorrere l’energia attraverso se stessi per arrivare dove è più necessaria.
Le sedute di Reiki sono rigorosamente strutturate: la persona non deve incrociare le gambe, deve sdraiarsi e tenere le braccia lun­go il corpo. Chi opera, invece, deve toccare il soggetto o tenere le mani sopra di lui. Le mani devono avere le dita unite “per concentrare il flusso di energia”.
Elemento fondamentale del reiki, come altre pratiche orientali ed esoteriche è “l’iniziazione”: una cerimonia "segreta" e "sacra", essa è trasmessa oralmente di maestro (master) in maestro.
Questa è la condizione necessaria, per l'apertura dei canali energetici e mette in condizioni lo studente, di canalizzare l'energia Reiki e di applicarla attraverso le mani.
Per diventare master reiki il discepolo si sottopone ad un itinerario di iniziazione che comprende tre fasi differenti.
    Il primo livello reiki è formato da quattro tappe, percorse le quali al soggetto vengono aperti i canali energetici (chakras) ed egli acquisisce la capacità di usare le mani per operare.
   Il secondo livello reiki può concederlo, a discrezione il Gran Maestro, ed in realtà non tanti vi accedono e, l’allievo diviene capace di compiere guarigioni a distanza.
   Con il terzo livello, infine, si acquisisce la capacità di aprire ad altri, i canali energetici, in pratica di rendere attivi nuovi discepoli. Vi accedono in pochi e solo dopo una scelta molto accurata dei candidati; diciamo pure che questo livello sfocia nella magia vera e propria.

Le iniziazioni avvengono in un contesto rituale, dove la liberazione graduale dei canali energetici, si accompagna alla consegna di misteriosi “simboli cosmici” che costituirebbero le “chiavi dell'energia” attraverso le quali si accede alle nuove facoltà o poteri. Ma dall’Apocalisse apprendiamo che è solo “Il Santo, il Verace, Colui che ha la chiave di Davide: quando egli apre nessuno chiude, e quando chiude nessuno apre” (Ap 3,7).
In questi riti il master Reiki effettua misteriose e segrete operazioni, e soffia su alcuni punti del corpo, detti chakras per sbloccare l'energia e consentirle di fluire sulle mani.
I simboli sono quattro, e anch’essi sono sacri e segreti. I primi tre vengono svelati nel corso del II livello e danno l’opportunità di interagire con i quattro piani della realtà: fisico, emotivo, mentale e spirituale. Il quarto è il simbolo del maestro, viene rivelato nel corso del III livello e permette di attivare nei soggetti la capacità di trasmettere Reiki.
I simboli appartengono alla tradizione Zen e al Buddismo, tra cui c’è quello detto “Il Buddha che è in me entra in contatto con il Buddha che è in te” (e meno male che non è una religione!!!).
Ma, per il cristiano non è il “Cristo che vive in me”?
Inoltre nel Reiki si usano numerosi termini orientali ed anche pseu­do-scientifici, si usano termini come: “chakra”, “aura” (che sarebbe l’emanazione energetica esterna al corpo fisico) e di “corpo bioplasmico”.
Oltre a tutto ciò ci sono numerose frasi da ripetere mentalmente per un certo numero di volte, ci sono visualizzazioni immaginarie da ope­rare, nomi da pronunciare, infine si deve “ringraziare il Reiki”.
L’adesione al reiki e a movimenti magici, pseudo-religiosi e sette è già da anni all’attento esame del Magistero della Chiesa, che ha pubblicato diversi documenti a tal proposito. Alcuni di essi sono:  Il Rapporto del Segretariato per l’Ecumenismo e il Pontificio Consiglio per la Cultura dal titolo “Il fenomeno delle sette o nuovi movimenti religiosi : sfida pastorale”  del 7 maggio 1986, la Nota pastorale del Segretariato per l’Ecumenismo e il dialogo della CEI dal titolo “L’impegno pastorale della chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette”, Roma 30 maggio 1993,  quest’ultimo documento è particolarmente interessante; e ancora le <<Disposizioni Pastorali circa i fenomeni della “superstizione”, della “magia” e dei "nuovi movimenti religiosi”>>, firmato da Angelo Bagnasco (Arcivescovo di Pesaro), Francesco Marinelli (Arcivescovo di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado), Vittorio Tomassetti (Vescovo di Fano - Fossombrone - Cagli – Pergola) del 3 giugno 2001.

In linea con i documenti citati prima, quest’ultimo evidenzia che “le varie esperienze e tecniche psico-fisiche di “meditazione”, di “guarigione”… di per sé non presentano verità da credere (es. Reiki), ma che in realtà insinuano una determinata visione dell'uomo e del mondo non conforme alla Rivelazione di Gesù Cristo”.
Inoltre si afferma che <<Rispetto alla fede e alla Chiesa Cattolica i “Nuovi Movimenti religiosi” presentano una molteplicità di posizioni: spesso praticano il “sincretismo” che mette insieme diversi elementi delle differenti religioni e filosofie. Il sincretismo può giungere fino alla posizione subdola e pericolosa di ammettere la “doppia appartenenza” (al Movimento e alla chiesa Cattolica). Ciò può essere visto come “tolleranza religiosa”, in nome di valori comuni come la fratellanza universale. In realtà induce l'adepto ad omologare progressivamente la fede cattolica con idee diverse o contrarie, e a stemperare talmente lo specifico dono della fede cristiana da considerare Gesù Cristo come uno dei tanti “guru” dell'umanità, anziché il Figlio di Dio e l'unico Salvatore del mondo>>.
Con lo scopo di studiare e combattere queste devianze dalla fede cattolica è nato un Centro specializzato: il GRIS (Gruppo Ricerca Informazioni Sette) una associazione culturale e religiosa che ha ricevuto l’approvazione dalla CEI il 25 settembre1990 e opera in diverse diocesi italiane.
Ora vediamo i pericoli che si nascondono dietro questa pratica.
   Uno dei pericoli che si cela nel reiki è il sincretismo religioso (mescolare elementi di diverse religioni), come hanno messo in risalto i Vescovi e “consiste, nel misconoscere la singolarità di Gesù Cristo, Verbo di Dio fatto uomo, morto e risorto, e la necessità della grazia dello Spirito Santo per la salvezza. Gesù Cristo viene così ridotto ad uno dei tanti profeti di una salvezza che sgorga dal cuore dell’uomo” (Nota Pastorale del 1993). Da questa confusione nasce l’idea di una sola religione universale, e prende piede la dottrina dell’autosalvazione, ma San Paolo non ci ricorda che siamo “giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù”? (Rm 3,24). Non conosciamo le Sacre Scritture che possono istruirci per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù? (Cf  2 Tm 3,15)
   Altro pericolo connesso con la pratica del reiki è la dipendenza dai maestri. Il santo Vangelo non ci ricorda di non farsi chiamare “maestri”, perché uno solo è il Maestro, il Cristo? (Cf Mt 23,10). E non ha detto anche che: “Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde”? (Mt 12,30).
Inoltre, nel reiki non viene rispettata la libertà di scelta della persona che aderisce, ma vengono usate tecniche di persuasione tali da compromettere la libera scelta del soggetto, che è completamente alle dipendenze di questi falsi maestri, ed è disposto anche a sborsare svariate migliaia di euro pur di avanzare nella conoscenza delle varie tecniche.
Visto che parlano tanto di energia naturale, cosmica, non dovrebbe essere a disposizione di tutti, gratis? Gesù è molto più chiaro: “A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita” (Ap 21,6).
Il pericolo maggiore del reiki consiste nelle iniziazioni: come abbiamo detto, si attivano i chakras. E’ stato verificato da diversi esorcisti, che moltissime persone che avevano problemi spirituali seri, avevano aperto i cosiddetti chakras, con le varie tecniche orientali: yoga, tantrismo, reiki, shiatzu, ecc. Con queste tecniche si aprono canali di comunicazione spirituali e siamo soggetti a forti influenze di entità sataniche.
E’ come se il Signore ci ha fatto dono di una casa con porte, finestre, cancelli, strutturata in modo da essere protetti da qualunque assalto e noi invece chiamiamo il fabbro per farci togliere le finestre, le porte e il cancello. Il ladro (satana e i suoi emissari) possono entrare facilmente e farci prigionieri.
Con l’ultimo livello, di master, possiamo diventare noi “i fabbri”, dopo aver distrutto la nostra casa spirituale, o castello interiore come lo definisce Santa Teresa d’Avila, anche noi ormai sotto l’influenza occulta dell’ingannatore possiamo distruggere altre anime, anzi come dicono loro, la persona nella propria totalità: spirito, anima e corpo. Infatti cari fratelli, chi fa reiki, dopo l’illusione iniziale, di sentirsi bene, in forma, pieno di energia, prima o poi “la paga”: inizia ad avere problemi spirituali, fisici e mentali, per dirla con linguaggio reikiano “problemi di natura olistica”.
In realtà, chiamasi reiki o con un altro nome, viene presentato ai nostri occhi come un frutto “buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza” (Gn 3,6), dietro di esso si nasconde l’eterno inganno che viene offerto con la promessa che “si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio” (Gn 3,5).
In definitiva nel cuore di ogni uomo c’è sempre il desiderio di onnipotenza ed è questo che ci spinge alla ricerca del nuovo, è questo il peccato radicato nel cuore dell’uomo: voler essere come Dio! E si fa strada la convinzione, che se mangiamo quel frutto proibito non moriremo affatto.
Su queste scelte Gesù continua a chiedere per noi: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.
Come difendersi, se si è caduti nelle maglie del Reiki?
     Invocare il perdono dal Padre nella confessione sacramentale.
     Rinnovare le rinunce battesimali.
     Innalzare a Dio la preghiera di lode, mediante la quale viene esaltato l’unico Salvatore e rinunciamo così ad ogni pretesa forma di autosalvazione,
     Sostituire i simboli del reiki con l’unico simbolo di salvezza: la croce, come lo ha rivelato all’imperatore Costantino agli albori del Cristianesimo, continua a rivelarlo a noi “In hoc signo vinces” (con questo segno vincerai).
     Dobbiamo cambiare ogni ripetitivo “mantra” con un’invocazione di fede, esempio: Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me
     Ancorarsi all’Eucarestia, infatti, è scritto: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui” (Gv 6,56).
Valga, inoltre, per tutti, l’esortazione di San Paolo ai Colossesi: “Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l’avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell’azione di grazie.Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo” (Col 2,6-8).
Infatti “Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza” (1 Tm 4,1-2).

Non ci resta che rivolgerci al Signore, affinchè tutti “riconoscano la verità e ritornino in sé sfuggendo al laccio del diavolo, che li ha presi nella rete perché facessero la sua volontà” (2 Tm 2,25-26).
Concludiamo con le parole di alcuni Vescovi tratto dalle Disposizioni Pastorali circa i fenomeni della “superstizione”, della “magia” e dei “nuovi movimenti religiosi”:ribadiamo l'assoluta e insostituibile verità per cui il Padre ha costituito Cristo “al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e denominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. Tutto, infatti, ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose” (Ef 1,21-23). Chi ha incontrato il Signore Gesù non ha bisogno di cercare la salvezza altrove: “A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a Lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen” (Ap 1, 5-6)>>.

 

                                                                                                 Michele e Stella Sulpasso